21 Gennaio 2010
Cari genitori, carissimi figli, cari fratelli e sorelle, cari maestri e allievi, cari amici, carissimi nemici, cari elementi e cari sensi, care emozioni, cara mente, intelletto, carissimi GUNA e EGO. E, dimenticavo, cara moglie. Grazie a tutti voi ora posso descrivere, posso esprimere la mia affascinante esperienza.
Posso morire in questo preciso momento perchè sento, grazie all’esperienza che ho fatto in meditazione, di essere libero, pulito, totale. Mi sento impotente ora ma onnipotente in futuro; mi sento niente e tuttavia in ogni cosa; non so niente ma sono cosciente di essere cosciente. Mi sento un solo essere con Dio. Mi sento un solo essere con quella vita che si manifesta attraverso ogni corpo e con i nomi che designano i corpi.
Un corpo nasce, si manifesta e muore. La vita continua a far nascere nuovi corpi e di nuovo si manifesta, poi i corpi si dissolvono e questa vita resta sempre come sono io adesso. Cosciente. Sono assente nel tempo, nello spazio, assente all’intelletto dell’individuo che non ama, che non è vero, che non è onesto e che crede di trovare la perfezione negli oggetti dei sensi. Sono assente alla rabbia e anche alla gioia, assente a TUTTO.
Cosciente però di essere ora e qui, consapevole di essere pura coscienza. Ho raggiunto questa consapevolezza, che è anch’essa comunque un’esperienza, pensando sempre, in particolar modo durante la meditazione, a non immedesimarmi nel corpo, nelle emozioni che nascono dalle esperienze, sia positive che negative, incontrate durante la vita quotidiana, né al vincolo che ci è dato dagli oggetti dei sensi. In parole povere, sono stato portato a ciò dal non attaccamento e dal non immedesimarmi a ciò che muta. Tutto ciò che si fa, si dice e si pensa, gli elementi, gli organi di senso e gli oggetti dei sensi, ci spingono all’azione, ci inducono a concepire e a rimanere stabili, cioè in equilibrio.
Queste sono le condizioni della natura: tutto ciò che è visibile e pensabile ha il compito di offrire all’anima incarnata l’esperienza, l’emancipazione, la consapevolezza e l’illuminazione, anche se è immersa nel Relativo; questo relativo dapprima è indifferenziato, subito dopo, prendendo cognizione, è particolare ed infine è universale, e oltre ancora l’anima è pura coscienza in questo oltre, anche se l’anima si incarna, resta consapevole di essere pura coscienza e nel tumulto dell’esistenza riposa in se stessa.



