La pratica yoga
di Gero Salonna
Lo YOGA è una scienza importante da praticare, perché in essa c'è tutto ciò che deve essere conosciuto e sperimentato per espandere la propria coscienza dal livello fisico materiale e relativo, a quello spirituale, divino, reale. In esso, sin dall'inizio che durante il percorso che porta alla meta, si troveranno argomenti, tecniche e verità che sono interessanti, che conosciamo e che non condividiamo. Una qualsiasi disciplina che ha in sé tali caratteristiche è degna di essere studiata attentamente.Se si ha la consapevolezza di ciò che è interessante, conosciuto e condiviso da noi, esso non può esserlo per un altro.
Una delle caratteristiche fondamentali della pratica YOGA è l'espansione della propria coscienza. Essa avviene tramite ponderazioni ed espansioni coscienti tra il corpo fisico ed il corpo energetico, detti KOSA', in altre lezioni, mentre in questa lezione li chiameremo veicoli.
La coscienza quando agisce solo a livello fisico è molto limitata; quando si espande al veicolo mentale i confini si ampliano; quando sconfina nel veicolo energetico la sua espansione è considerevole, ma ancora non è portatrice di vero e di giusto; quando sconfina nel veicolo intellettuale la ragione è convincente, ma ancora non è portatrice di verità e di giustizia; quando sconfina nel veicolo emotivo e dell'anima, allora e solo allora è portatrice di bene, di giusto e di vero.
Per espandere la coscienza in questi veicoli lo YOGY pilota la propria coscienza tramite la concentrazione e la meditazione. Il concetto di questo processo di espansione deve essere afferrato perché è un processo volontario e vero.
Tuttavia quello che avviene è spontaneo e la difficoltà sta nel reggere tale spontaneità. Quando ci si concentra sull'oggetto della propria realizzazione, la coscienza incomincia la sua espansione. Non appena arriva al confine del veicolo che deve superare, si ferma, e la mente sembra apparentemente priva del proprio oggetto che abbiamo come seme.
La difficoltà è mantenere la coscienza ferma in questo vuoto, per non farla tornare indietro, e poiché la natura della coscienza tende alla conoscenza, non riusciremo a tenerla ferma, ed inoltre stiamo sforzandoci di non farla retrocedere. Questa situazione la obbligherà a sconfinare nel veicolo attiguo, fino al prossimo confine. Il processo è uguale, ma l'espansione procede dalla concentrazione alla meditazione.
Il SAMADHI è proprio questo stato: la consapevolezza tra contenuto e non contenuto dell'oggetto della propria realizzazione. In altre parole, finchè la coscienza funziona entro i soli 24 attributi, è confinata nelle tenebre. In queste tenebre la nostra esistenza risulterà insoddisfatta.
Quando la coscienza sconfina oltre i 24 attributi, allora entra nel regno infinito della luce che illumina la VERITA' e la REALTA' ASSOLUTA, e si ha, quindi, la comprensione del giusto e del vero.




