Sull'amore
di Gero Salonna
Possiamo amare, ma non possiamo dare un KARMA. Benché ci evolviamo sulla terra e le cause della vita sono uguali per tutti, ognuno deve vivere il proprio Karma ed i propri pensieri e sentimenti.
Nelle nostre dimore possiamo ospitare figli, parenti, amici ed a volte anche nemici, ma stiamo ospitando i loro corpi, non certo la loro coscienza e la loro anima.
Ognuno può impegnarsi con tutte le forze per migliorarsi e questo sforzo gli apporterà un gran beneficio sotto tutti i punti di vista. Tuttavia sforzarsi per migliorare gli altri è vano perché le nostre energie vanno perse.
Poiché la vita è Eterna, non retrocede, né si preoccupa di andare avanti, perché le leggi della natura e della manifestazione nascono da Lei, che sa cosa ha seminato ed è sicura di ciò che raccoglierà.
Lo Yogi vede il raccolto di ciò che semina, ma fino a quel momento si dedica a non far crescere nel suo campo erbe cattive. Erbe che nascono nel suo campo fisico, campo emotivo, campo energetico, campo intellettuale e campo mentale.
Possiamo resistere finchè vogliamo, ma a nostra insaputa la vita ci sta portando verso la luce, la realtà e verso la verità. Non capire che dobbiamo mollare la presa su tutto per lasciarci trasportare verso di Essa, è sofferenza. Se ci affidiamo a questa guida, tutto diventa esperienza positiva e bella, consentendoci di godere la vita.
Lo Yogi osserva i suoi pensieri che dicono: i figli non sono miei, addirittura il corpo con il quale mi manifesto non è mio e se ho qualcosa di mio, esso è stato costruito dagli elementi che col tempo ritorneranno a riciclarsi naturalmente. Inoltre, pensa che si possono dare tante cose, sia buone che cattive, come i pensieri, che i parassiti utilizzano a proprio vantaggio, a discapito degli altri, ma nessuno può dare la propria esperienza o ricevere l'esperienza altrui.
Si può invece dare ed essere di esempio, buono o cattivo. E' giusto custodire ciò che ci servirà domani per stare meglio, ma è ingiusto, pericoloso e dannoso ciò che si custodisce per paura del male. Già questo pensiero ci porta verso di esso (il male).
Per avidità, per orgoglio, per egoismo e per tutto ciò che è impuro, custodire beni materiali e pensare privilegiando questi, è l'inferno. Le paure del male si vincono praticando il contrario, senza aspettarsi alcunché. Se ti aspetti qualcosa stai inquinando le tue pratiche di egoismo.
Coloro che si liberano dalle paure diventano esseri sicuri, quelli che si liberano dall'ignoranza si illuminano ecc. ecc.. Chi pensa, parla ed agisce senza aspettarsi ricompense, non soffre, né gioisce, perché vivere per lui è un dono inestimabile.
Se si ha e si dà al momento giusto, spontaneamente, equivale a ricchezza. Se ti viene preso o se sei costretto a dare, equivale a povertà. SE diamo a chi merita e neghiamo a chi non merita, in noi agisce l'ego umano.
Ma se diamo anche a chi non merita, agiamo come Dio. Se Dio spegnesse il sole per non dare luce ai non meritevoli e non facesse fruttificare la terra e gli alberi, anche Lui sarebbe al buio, affamato.
Chi è consapevole che tutto ciò che riceve, lo riceve per il Suo amore, allora donerà e pregherà per i suoi nemici, perché è Dio il donatore di tutto ed Egli si ritiene nostro debitore di ciò che noi vogliamo. In verità anche ciò che diamo non è nostro, ad eccezione dell'esperienza gioiosa di dare.
Lo Yogi pensa che agire per passione produce sofferenza, mentre agire per necessità da appagamento. L'azione necessaria svolta con amore consapevole è esperienza buona e ci rende sempre più perfetti. Mentre l'azione svolta per forza, è esperienza sì, ma non certo buona per chi la compie.
Lo Yogi pensa all'equilibrio che si trova tra gli opposti e conclude che qui e ora è la vita. Sa che per morire bisogna nascere, sa che il suo sostegno dipende dagli altri, il suo nutrimento dipende dagli elementi, sa che il piacere proprio, se egoistico, è dispiacere per gli altri.
Se tutto questo fosse fatto per necessità consapevole, tutto sarebbe bello ed equilibrato. (faccio un esempio: se l'uomo mangia il bue, il maiale o altro, basandosi sulla necessità in maniera consapevole, tutto questo diventa manifestazione umana.
Se invece lo fa basandosi sulla passione, sull'egoismo e sull'ignoranza, l'essere umano diventa animale. Se l'uomo mangia la belva, con la consapevolezza, la belva diventa uomo; senza consapevolezza, l'uomo diventa belva)
Tutti gli esseri praticano inconsciamente lo YOGA. Ma non cantare quando tutti cantano, non parlare quando tutti parlano, parlare quando tutti stanno zitti, non ballare quando tutti ballano, o farlo inconsciamente è come essere soli ed emarginati.
Lo Yogi pensa a ciò che gli è stato comunicato dall'insegnamento avuto in famiglia, a scuola, dalla religione e dalla società. Ma, se per quieto vivere, o per sicurezza economica, emotiva, sociale, ecc., si aggrappa ad esso con tutte le sue forze, è segno che ha paura di essere libero. Questo suo equilibrio lo rende statico ed è proprio questa sua staticità che inibisce tutte le sue potenzialità, le sue facoltà e le glorie del suo sé, della sua anima.
Io vi trasmetto tutto ciò che sperimento che è la verità fondamentale della scienza Yogica. Spetta a Voi decidere di trovare la volontà, la forza e la capacità di raggiungere quell'equilibrio dinamico che si trova vivendo ora e qui. Vivendo ora e qui, senza pensare al credo che ci hanno imposto, all'educazione e alle leggi, significa essere liberi, prendere una decisione giusta senza pensare, ovvero immediata, significa essere SAPIENTI.
Prendere decisioni senza essersi sottoposti a questa Scienza equivale a prendere decisioni con una probabilità che siano giuste pari al 3%. Insomma lo YOGI pensa che l'insegnamento che deriva dai saggi e dai maestri illuminati non può sottomettere perché essi vogliono renderci liberi.
Tuttavia questi insegnamenti vengono emarginati dal 99,99% dell'umanità, perché essa è sottomessa alle istituzioni e al potere a causa della paura. Le sottomissioni più sottili provengono poi dall'inganno dei titoli, dalla ricchezza e dal prestigio sociale, senza tener conto della propria dignità e della propria libertà.
Questi individui, illusi, credono che farsi dominare è sicurezza. Essi sono talmente accecati da questa illusione che non vedono che la semplicità, l'amore a fin di bene, l'onestà, l'assenza di egoismo e la verità rendono LIBERI.




