Credulità e fede

di Gero Salonna

 

Quando crediamo ciecamente a insegnamenti, sebbene veritieri, a teorie, a tradizioni, a personalità e istituzioni che impongono in qualche maniera il loro credo, senza sottoporre al vaglio della propria coscienza quello che affermano, o senza vedere le loro opere e senza capire la loro indole, allora le nostre capacità intellettive e mentali si inibiscono, trascinandoci in una sorta di ipnotismo.

Questa ipnosi ci induce a vivere separati, a farci credere che "io" ho ragione e "tu" no; che il mio credo è quello giusto a differenza del tuo e così via. In una tale mente non esiste il senso della intercorrelazione tra anima e archetipi che compongono tutta la manifestazione. Si è inconsapevoli, quindi, che gli archetipi che ci compongono sono uguali per tutti, per dotti o ebeti.

 

C'è una differenza enorme tra il credere e avere fede. La fede è quell'atteggiamento sicuro che proviene dalle esperienze vissute e di quelle che si vivono. Con il credere si è nella probabilità, con la fede si è al sicuro. La fede trascende ogni ceto sociale, di potere e di credo.

Un esempio ci viene dal centurione romano che andò da Gesù a dirgli che il suo servo stava molto male e non riusciva a guarire. Gesù disse:" portami da lui". Tuttavia il romano lo pregò di non scomodarsi dicendo: "io ti conosco, so chi sei, vedo i tuoi miracoli, dimmi cosa devo fare per guarirlo". E Gesù gli disse di ritornare dal servo, perché lo avrebbe trovato guarito. Ciò era avvenuto non per la sua credulità o il suo lavoro, né per il suo ceto sociale o la sua condotta. A guarire il suo servitore era stata la sua fede.

Ora anche lo YOGA ci dice come possiamo trovare la fede per guarire noi stessi e realizzarci.

Nelle ultime lezioni si è parlato come ci si deve liberare dalle condizioni caratteriali negative e come mettere a freno le manifestazioni mentali per raggiungere l'unione cosciente con la Sostanza Reale.

Innanzi tutto si devono distinguere tre atteggiamenti:

1) Sapere;

2) Capire;

3) Perseverare. sapere che tutto ciò che lo YOGA ci dice, ci descrive e ci consiglia.

Oggi, grazie alla tecnologia ed ai computer, in particolare, possiamo sapere tutto. Prendiamo lo YOGA come oggetto di argomento, tenendo presente che tutto è e può essere così: sapere che tutto ciò che lo YOGA ci dice, ci descrive e ci consiglia, per realizzarci, è conoscenza, ma se non ci decidiamo a mettere in atto le sue tecniche non abbiamo CAPITO.

Se grazie alla volontà ci decidiamo di mettere in atto ciò che ci realizza e non siamo costanti e tenaci, ci siamo solo affacciati nella dimensione della saggezza, della sapienza e dell'intelligenza.

La differenza che c'è tra l'uomo saggio e intelligente e l'uomo che è una biblioteca ambulante è grande. Il saggio Ha ricevuto la sua sapienza attraversi l'esperienza diretta; il dotto attraverso il sentito dire o ciò che gli hanno detto. L'esperto ha fede, l'altro è un credulone, anche se agli occhi della gente comune può sembrare un illuminato.

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