L'arte di vivere secondo lo yoga e nella totalità

di Gero Salonna

 

Quando liberiamo la mente dalle tentazioni, dalle distrazioni, dalle impurità e da tutto ciò che ci impedisce di vedere con chiarezza l'unità degli opposti, ci accorgiamo di come è stato ordinario il nostro modo di vivere.

In tutta la manifestazione, nulla si oppone al mutamento e alla dissoluzione. Solo l'uomo vuole ignorare ciò che esiste nell'ignoto e questo atteggiamento lo ha riempito di paura, attaccamento e odio. Lo Yogi, che è venuto a conoscenza delle cose probabili e di quelle sicure, si prepara alla verità ed alla realtà. 

 

Questa preparazione è l'ascesi verso un vivere beato. Una cosa probabile è la nascita, ma la morte è cosa certa. Solo l'essere umano oppone resistenza alla morte. Questa affermazione non equivale a dire che la morte debba essere cercata. Tuttavia, chi si oppone ad essa, avrà paura della solitudine, di non essere amato. Sarà indotto a non mettere in pratica lo YOGA, affidandosi in maniera completa alle probabilità materiali, ignorando così le cause di tutte le sofferenze. Il suo vivere basato sulla speranza di qualche miracolo, lo terrà in perenne agonia.

L'arte di vivere secondo lo YOGA è stare bene con se stessi nella povertà, nella solitudine e nel mutamento, ma saldi nella pratica dello YAMA, il NIYAMA e tutto il resto. In altre parole, si è ciò che si pensa e l'arte di vivere nella totalità è: saper vivere, ma anche saper morire, altrimenti è come vivere un quarto della propria esistenza. Se si è attaccati alle cose e alle persone o ad altre cose e non si è in grado di staccarsene, non si è liberi. Se sei capace di resistere, ma non sai mollare al momento giusto, ti spezzi. Se ti sforzi di evitare l'inevitabile, come per esempio il mutamento ed il disfacimento, sei un illuso e la tua esistenza è vana. Ogni cosa che nasce ha in sé la morte. Ogni cosa che ha un inizio dovrà avere la sua fine. Tutto ciò che riesci a rimandare oggi, non potrai rimandarlo domani.

Se vedi la morte come una nemica ti sentirai braccato e non potrai goderti la vita. Se sei con un corpo vecchio e stai pensando quando potrai godertela, evidentemente non hai ancora compreso l'unità degli opposti. Rinascerai !!! Se nella vita persegui continuamente il piacere, la gioia e la sicurezza, senza prepararti ad essere l'artefice di tali condizioni, stai perseguendo il contrario. Le cose che più ripugni, sono quelle che non sai né accettare, né comprendere, né vivere e poiché la vita che ti anima, ti ama, ti vuole sano, felice e sicuro, ti metterà in condizione di viverle, anche contro la tua volontà !! La vita, in tale prova, ti forgerà a sua immagine e somiglianza.

Ogni cosa nasce e muore ed i mezzi, i veicoli, che la Sostanza Reale ci ha concesso, non fanno eccezione. Essere coscienti dell'ignoto, dell'accettazione e di quella consapevolezza, ora e qui, ci dà il potere di controllarli. Occorre comprendere che ciò che non si vede, si sente e si tocca, esiste. Ciò significa essere.

Essere coscienti di morire significa essere immortali. Annullando completamente il proprio egoismo si è liberi da ogni legame e non si potrà subire nessun mutamento. Essere o non essere, attaccato o libero, maschio o femmina, ricco o povero, tradito o difeso, ecc., se c'è la consapevolezza del proprio sé, della propria anima, si è comunque pura COSCIENZA. 

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