La mente pulita e concentrata - parte 1
di Gero Salonna
Ciò che si dirà in questa lezione getterà luce sul come raggiungere il SAMADHI. Essa ci darà la possibilità di dare uno sguardo alla coscienza, alle percezioni della mente e come possiamo praticare lo YOGA allorquando sorgeranno i poteri dell'ascesi.
E' vero che l'inizio e la fine sono due capolinea che lo YOGI lascia e prende per tutto il suo cammino, ma per non perdere la direzione che lo sta indirizzando verso il suo obiettivo, deve sempre tenere presente la concezione su cui è basata la scienza dello YOGA. Tale concezione è scaturita da menti eccelse e afferma che tutto l'universo manifesto è immagine emanata dalla mente di Una Realtà Sostanziale. Tali immagini (in una precedente lezione si è visto come si compongono le immagini) emanate all'esterno si condensano e la coscienza si evolve stabilendosi nelle diverse fasi e dimensioni di tali condensazioni, visibili ed invisibili. Tra esse regna una continua relazione, che può essere definita come "Pensatore", Pensiero e oggetto pensato. Ora, se la nostra coscienza non si rende conto che non siamo solo oggetto pensato, ma anche pensiero e pensatori, non possiamo raggiungere quella personalità tripla. Il mistero sta in questa trinità. Infatti, anche se la Sostanza Reale è una sola, le anime sono separate per mantenere vivo e sano ogni piano e ogni dimensione e la fusione di questa trinità costituisce il SAMADHI.
Pur essendo il nostro corpo fonte di distrazione, lo Yoga consiste nell'essere, ora e qui, concentrati. La concentrazione si ottiene quando il praticante comprende che : "Ora e qui sono una frazione di un attimo vuoto" e vivendo vuoti come questo, ora e qui, non saremo mai più distratti da ciò che appartiene al tempo che fa nascere ciò che sta nel futuro e fa morire ciò che sta nel passato. L'eterno è questo vuoto che si trova ora e qui, presente a noi.
Essere preda del Karma significa ignorare gli effetti che inconsciamente abbiamo causato. Essere predatori del Karma significa procurarsi effetti consciamente desiderati. Essere liberi dal Karma, sperimentarlo nella sua totalità, significa essere se stesso, ora e qui, consapevoli che predatore, Karma e preda, alla fine e sempre, sono la medesima cosa.
Tale consapevolezza ci dice che l'oggetto diventa soggetto ed il soggetto diventa oggetto di quei desideri che fanno agire il soggetto. Chi è consapevole di questo processo, anche se è molto attivo, in verità non agisce. Il contrario è che pur essendo soggetti, saremo sempre oggetti nelle mani del Karma.
Naturalmente la chiarezza di tale visione presuppone che la mente abbia annichilito tutti i desideri. Inoltre, bisogna tenere presente che la pratica dello Yoga superiore richiede zelo, accuratezza e totalità. Non va praticato ogni tanto, ma sempre e interamente.
Le basi dello Yoga sono state enunciate dalla prima lezione sino a questa lezione. Certamente andremo avanti, ma è bene crearsi una base solida con ciò che si è detto fin qui. Pace.




