Chiarezza

di Gero Salonna

 

Per preparare la propria essenza all'illuminazione bisogna indebolire ciò che si è radicato con forza in essa. Come tutte le cose rimbalzano quando toccano il fondo. Dal momento che siamo adulti e ci troviamo sul sentiero dello YOGA, sicuramente abbiamo toccato il fondo. Rimbalzando continuamente sulle vecchie abitudini viziose, ci troviamo continuamente a contatto con queste. Noi vogliamo alzarci sopra queste forze negative, tuttavia occorre tenere presente che il negativo ed il positivo hanno il loro centro di equilibrio.

Nell'essere umano agiscono continuamente tre forze: Tamas (negativo); Rajas (positivo); Satwa (equilibrio).

Come sappiamo, ogni cosa oscilla sempre tra negativo e positivo, nascita e morte ecc.. Qual'è lo strumento che porta all'equilibrio ? Certamente la VITA. Chi non trova questo equilibrio nella propria vita, pur avendo vissuto da nababbo, per legge di natura, cadrà nell'opposto e così via, passando da un opposto all'altro. Ciò che vogliamo avere dalla vita e dalla nostra anima, dobbiamo prima darlo. Ciò che accumuliamo, quasi sempre è superfluo per il 75 %, mentre il restante, comunque, lo si dovrà lasciare.

 

Ora chi è l'artefice del proprio destino se non noi stessi ? Chi o quanti riescono a mantenere in equilibrio queste forze ? Mantenere l'equilibrio significa essere sempre presenti a se stessi, in quanto ogni piccola distrazione, ogni tendenza ci farà cadere in una di queste forze che il più delle volte sono negative.

Ciò è conseguenza del nostro bagaglio Karmico che è pieno di illusioni, avidità e rabbia. Esso è pieno di offese, di promesse di altri e nostre che non manteniamo, di inganni che allorquando abbiamo manifestato amore ed umiltà ci hanno ridato, il più delle volte, il contrario. Per questi motivi diffidiamo di tutte quelle persone che ci amano e che ci spiegano come essere in equilibrio con se stessi, senza pretendere nulla.

La conseguenza di tutto ciò, è che siamo molto sensibili alle negatività, alle malattie e a tutte quelle energie che ci proiettano sempre fuori di NOI , ci fanno pensare di essere migliori, autosufficienti e che aggrappandoci a qualcuno o a qualcosa, per far valere le nostre tendenze negative, arriviamo a fare, a volte, cose inaudite. Di contro, siamo poco sensibili all'amore, alla verità, all'onestà e ad essere liberi da ogni attaccamento.

Nelle menti comuni e ordinarie, sorgono pensieri negativi, come si è detto ora, per nulla sensibili alle positività. Se in esse sorgono pensieri, che dovessero essere positivi, vengono fatti scivolare nell'inconscio, senza tener conto che possono essere strumento della nostra realizzazione, fermo restando, che si riesca a non farsi attrarre dal soddisfacimento dei nostri desideri di lussuria, ricchezza materiale e potere.

Come si diceva, nell'essere umano agiscono tre energie chiamate "GUNA". Esse vengono definite come: demoniache, umane e divine. Quelle demoniache ci fanno vivere continuamente nel dolore e nella sofferenza; quelle umane ci fanno oscillare fra gioia e dolore; quelle divine sfociano in una beatitudine senza fine.

Di tutte le malattie che assillano l'uomo, una delle peggiori è la negligenza che viene vinta meditando sul suo opposto che è la consapevolezza di ciò che è giusto e ciò che è bene. Così, anche altre malattie come l'afflizione si superano con la pratica della meditazione profonda sul suo opposto; la malattia fisica con il giusto moto e la giusta respirazione; il dubbio con la fede incrollabile nel metodo, nella disciplina ed in quella energia che ci anima e che fa funzionare il nostro sistema nervoso involontario.

L'indolenza viene combattuta con un continuo sforzo a non cedere alle cattive abitudini. Il suo opposto, la volontà, nasce dall'attrazione verso gli oggetti dei sensi. L'apatia differisce dall'indolenza, anche se sono molto simili, per il fatto che quest'ultima è puramente fisica, mentre la prima avvolge anche la mente. Comunque, tutte le malattie dipendono dalla natura psicologica. Esse vengono eliminate con la respirazione, con le finalità giuste e con adeguata alimentazione.

Le attività mondane, opposto delle giuste finalità, cancellano dal nostro essere e dalla nostra coscienza il vero, il come ed il perché della vita e chi le persegue, esce dalla culla ed entra nella bara, senza aver fatto mai alcuna riflessione sul significato profondo dell'esistenza. La tecnica è discriminazione e rinuncia, unitamente alla comprensione che il mondo è il nostro luogo di realizzazione e di espansione della nostra essenza reale.

L'illusione, opposto della dimensione spirituale, è la confusione che si crea in noi quando scambiamo per vero, l'ombra o il riflesso di qualcosa, al posto di ciò che lo proietta. L'opposto è la realtà. Ogni progresso sul sentiero dello Yoga viene bloccato se non impariamo a distinguere il Reale dal relativo.

Quando non si riesce a raggiungere uno obiettivo per cui ci stiamo prodigando, sorge scoraggiamento e conseguentemente si crea un ostacolo per raggiungerlo. Ciò ci causa sofferenza che viene combattuta con una maggiore perseveranza e con pazienza riverente. Questi sono gli opposti dello scoraggiamento.

L'instabilità è un'altra malattia che ostacola la realizzazione e viene combattuta con la concentrazione, eliminando tutte quelle cose che distraggono la mente. Ciò lo si ottiene meditando soli e nel silenzio.

Se tutto quello che si è detto ci riesce molto difficile, la causa risiede nel non aver praticato alla lettera lo YAMA e il NIYAMA. Lo yama è ciò che crea la base solida ed ha natura etica, ovvero "vieta". Il nyama è la disciplina che costruisce il carattere mettendo in evidenza il nostro sé.

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