L'insegnamento

di Gero Salonna

Nessuno può insegnarci ciò che sappiamo già. Un buon maestro non mette mai in mostra i suoi poteri e la sua saggezza per convertirci al suo credo o per farci credere che è lui o gli altri che potranno sperimentare la NOSTRA ESSENZA. Egli ci insegna che l'amore, la fede, la pazienza, la tenacia, la discriminazione, l'applicazione delle tecniche per preparare e polarizzare tutte le forze, le energie e tutte le potenzialità divine a livello cosciente. Le potenzialità dell'uomo non sono come un motore che inserendo la chiave si mette in moto. Esse sono come un terreno fertilissimo e le tecniche descritte dallo YOGA, che stiamo esponendo, sono semi che vanno piantati, coltivati, protetti da ciò che si disse nelle due lezioni precedenti.

 

Naturalmente i frutti si incominciano a vedere ed ad assaporare quando le piante sono cresciute. Ora cosa stiamo raccogliendo dal nostro campo di nome "corpo", da quello chiamato "cuore", da quello chiamato "mente", dall'intelletto e da tutte le nostre energie, sacrifici, austerità, lavoro e rinunce ?

Se da tutto questo non stiamo raccogliendo salute, felicità e sicurezza, è logico che non abbiamo piantato buoni semi. Ci sono praticanti che hanno sradicato dal loro essere tutte le piante cattive e hanno compiuto un durissimo lavoro, mantenendo coltivati i loro campi senza aver sostituito i semi e le piante buone a quelle cattive e così si trovano ad elemosinare e a pellegrinare con la speranza che saranno gli altri a renderlo Beato.

Conclusione: se si piantano i semi che la Scienza dello Yoga ci descrive ed indica, man mano che sradichiamo le piante dei semi cattivi, allora sorgerà in noi il maestro, il santuario e la Beatitudine.

alt