Dalla relazione alla metamorfosi

di Gero Salonna

 

Essere uno Yogi significa vivere la propria vita secondo le proprie possibilità, fisiche, emotive, mentali, intellettuali e spirituali, con l'intento di migliorarsi. Ciò è possibile se non si abbandona il sentiero della propria ascesi, oppure senza trascurare alcuna pratica che in esso è tracciato.

Essere in relazione continua con tali pratiche porta ad una metamorfosi che ci permetterà di manifestare la propria ed assoluta Sostanza Reale. Fino a quel momento la vita sarà una reazione rispetto agli eventi, ma diventerà un'azione giusta e consapevole nel momento in cui avremo mutato la nostra indole di ignoranti, in esseri consapevoli della VERITA' assoluta. 

 

Ciò appare evidente allorché l'ego dissolve il proprio egoismo, quando il cuore non manifesta più repulsione e attrazione e quando l'intelletto, la mente e l'ego non spingono il corpo a tutte quelle reazioni che colmano la propria esistenza di paura.

Sapere che le reazioni allontanano dalla Scienza dello YOGA e dalla consapevolezza volontaria dell'azione, agire significa fare; per fare ciò che vogliamo occorre una propria motivazione. Reagire, invece, equivale a mettere in atto motivazioni altrui.

La chiara visione di ogni cosa, essere e dimensione, non può essere trasferita, ad esempio, da me a Voi, secondo la mia motivazione, ma sorgerà realmente solo secondo le vostre motivazioni. Abbiamo una mente talmente distratta che per far affiorare un pensiero a livello conscio, occorrono dai 15 ai 20 impulsi che le nostre motivazioni ci danno.

Se, grazie allo YOGA, imparamo a calmare la mente, il pensiero affiorerà al conscio al primo impulso datoci dagli oggetti dei sensi. Essere Yogi vuol dire avere coscienza delle proprie comprensioni e viverle senza intervalli. Questi scaturiscono dalle reazioni.

Le verità che si presentano attraverso le comprensioni, non sono qualcosa di statico, né possono essere viste nella loro totalità. Esse sono come una sfera che ruota e man mano che gira viene vista e compresa da tutti i punti di vista. Pertanto c'è una stretta connessione tra la comprensione, la verità compresa e il soggetto che comprende, che sono un tutt'uno.

La comprensione e la sua verità apportano a chi le vive la loro essenza energetica. Per assorbire tali energie, bisognerebbe vivere ora e qui relazionati alle proprie comprensioni, a condizione che le comprensioni provengano da ciò che è giusto e da ciò che è vero, onesto, da ciò che ci rende liberi e che rende liberi e felici anche gli altri.

Qui sorge il rebus (!!!). Quel rebus egoistico di voler essere liberi, soddisfatti ecc., a discapito degli altri. In altre parole, quando vogliamo essere liberi e non vogliamo rendere libertà anche agli altri, per legge di natura karmica, saremo sempre soggetti a reagire.

Agire è vivere secondo le proprie comprensioni in coerenza con quanto si è detto, volenterosi e contenti. Reagire è vivere relazionandosi in maniera contraria alla propria volontà.

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