Immaginazione

di Gero Salonna

Nulla nella manifestazione vuole sottostare ai limiti che essa impone e l'uomo è l'unico essere a sfigarli e vincerli. Nelle sacre scritture Yogiche, Maia significa illusione, potere di immedesimazione, manifestazione mutevole. Se osserviamo attentamente la creazione, ci accorgiamo che nulla è statico e nessuno vuole sottostare ai limiti che essa impone. Da questa accurata osservazione arriviamo ad osservare noi stessi, archetipo uomo. Cosa ci differenzia dagli altri archetipi inferiori? Ci differenzia l'immaginazione. Attenti però a non confondere l'immaginazione con la fantasia. La fantasia è un inquinante mentale che rende la mente da concentrata a distratta, mentre l'immaginazione inverte il processo. L'uomo vedendo i falchi liberi in cielo aperto, ha desiderato volare. Questo desiderio ha fatto nascere in Lui l'immaginazione. Immaginando di volare, immagina anche come volare. Individuando, così, la tecnica ed i mezzi per volare a velocità supersonica a beneficio di tutti e del progresso. Il singolo uomo grazie a questo potere, che è insito in tutti gli uomini, immagina di scendere negli abissi marini senza branchie e ci riesce. Il Samyama è quella capacità di immedesimazione per entrare in fusione (Yoga) con l'oggetto, soggetto o concetto che vogliamo sperimentare. Se facciamo samyama su un elefante sperimentiamo la forza, su un'aquila la levitazione, su un campione la vittoria, su un santo la santità. Tutto questo grazie alla MAIA che ci fa sperimentare le cose, che poi si dissolvono per riapparire ad altri soggetti che raggiungono questo potere. L'anima resta sempre pura, beata e perfetta. Questo è il compito di MAIA, fare apparire e scomparire in eterno sempre le stesse cose. Queste cose restano statiche o meglio ubbidiscono allo YOGI che non è più soggetto a quelle limitazioni, oppure a colui che grazie al suo potere di immedesimazione è riuscito a prendere il dominio sugli elementi, sui sensi armonizzandosi con essi. L'individuo che ritiene Reale la MAIA, senza accorgersi del mutamento né delle limitazioni che esercita su di lui, è soggetto alle modificazioni mentali, con conseguente impossibilità a formulare con chiarezza l'immagine di ciò che vuole ESSERE. Per legge naturale l'uomo diventa ciò che pensa e sperimenta ciò che immagina. Esempi se ne possono trovare a bizzeffe. Esempi dati, da sempre, da uomini che hanno osato. Questo è Maia. Essa ci dà quello che vogliamo. Grazie a questi uomini, oggi, tutte queste cose sono acquisite e nonostante queste conquiste l'ignoranza e l'egoismo ci fanno modificare metodi, ci portano a non credere ad essere scettici di fronte a verità eterne. La tecnologia è l'immaginazione di uomini rari che però è al servizio di tutti e spesso usufruiamo di questa tecnologia in maniera smodata e con egoismo. La tecnologia in sé non è una brutta cosa, ma può essere utilizzata in maniera sbagliata, per distruggere. Al contrario le tecniche di realizzazione sono state messe a nostra disposizione per consentirci di evolverci e di raggiungere stati sempre più elevati. Se si desidera scalare una montagna, sorge all'occhio della coscienza l'immagine di una vetta da noi scalata e prima o poi ci si riesce. Così come ci riesce, desiderando ed immaginando di essere sani, forti e coraggiosi, di diventare tali. Così l'uomo se immagina di possedere un'anima, allora la possiede: se immagina di poter rinascere, riesce veramente a rinascere; se immagina di illuminarsi, realizzarsi e liberarsi da tutto ciò che lo assilla, riesce ad illuminarsi, realizzarsi e liberarsi da tutto ciò che lo assilla, riesce ad illuminarsi, realizzarsi e liberarsi. Ovviamente tutto ciò richiede tecnica, costanza, metodo, organizzazione fede, volontà, intelligenza e tempo. Non è come comprare un biglietto d'aereo per spostarsi da un capo all'altro del mondo in poche ore. La Realizzazione è un processo individuale e la si può ottenere solo se la desideriamo e la immaginiamo personalmente. Molti uomini l'hanno ottenuta, pochi l'hanno manifestata. Ciò è dovuto al fatto che il desiderio che fa nascere l'immaginazione è un desiderio che non può essere trasferito, si può trasferire solo il metodo e la tecnica. Questo trasferimento, se applicato, ci libera da tutti i peccati e liberandoci da tutte le pecche consente il sorgere di quei poteri che sono insiti in ogni uomo. L'uso della tecnologia per necessità è positivo perché ci consente di risparmiare tempo che altrimenti dovremmo utilizzare per fare alcune esperienze come volare, esplorare, conoscere, apprendere. Tuttavia, da un altro di vista, questo uso della tecnologia può essere negativo perché ci sottrae la possibilità di evolverci, sottraendoci quel desiderio e quell'immaginazione che ci può portare all'autorealizzazione. Questo potere, spesso, anziché essere utilizzato nella ricerca dell'autorealizzazione, viene impiegato solo per acquisire beni materiali o profitti economici che vengono a loro volta destinati ad un avanzamento tecnologico. Questo è spesso pericoloso in quanto funzionale solo ad alimentare il circolo vizioso di accumulo di tecnologia-risorse materiali. Il risultato finale di questo processo spesso è, tra l'altro un inquinamento ambientale con danni all'intero ecosistema. Insomma tutto può essere usato senza mai tralasciare la reale ascesi cosciente che lo Yoga, l'insegnamento di Cristo e Budda DETTARONO.

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