Il mutamento

di Gero Salonna

Le tecniche che ci guidano sul sentiero dello YOGA dall'inizio alla fine sono: Rinuncia e Discriminazione. Il mutamento, le abitudini, le modificazioni mentali ed i conflitti che nascono dalle forze della natura e dai GUNA, ci procurano sempre dolore, ansia, sofferenza e miseria. Finchè non si ha la chiara visione di tutto ciò e non si è acquisita una grande discriminazione, non avremo mai il dominio su queste afflizioni. Prendiamo on esame il mutamento e gli effetti che ha su di noi. Esso muta il nostro corpo, l'ambiente che ci circonda e gli altri senza interruzione. Questa legge naturale, fino a che non ci rendiamo conto, né possiamo farlo senza la pratica dello Yoga, ci rende inconsapevoli. Questo è il potere della manifestazione. L'effetto di questo potere ci tiene inchiodati alle sofferenze ed alla paura. Un esempio può aiutarci nella comprensione di come il mutamento crei l'illusione. Si inizia a prendere coscienza delle cose più banali, fuori e dentro di noi, sino ad avere un mutamento nella nostra personalità. Tutto questo passa inosservato e perfino la morte degli altri passa inosservata. Quando affiora alla nostra coscienza la nostra morte o le sconfitte fisiche dovute all'età e causate dal mutamento, ci assale la paura e ciò ci induce a soffocare la coscienza, invece di prepararci coscientemente al mutamento che è insito in ogni cosa dalla nascita alla dissoluzione. Quando si ha questa consapevolezza, nasce la discriminazione e da ciò la libertà da ogni attaccamento. Questa consapevolezza ingenera terrore perché non abbiamo nulla di stabile a cui far riferimento. Tranne la dimensione che esiste oltre i fenomeni del mutamento, questi rimane un mistero, infatti noi vediamo tutto ciò che muta e quello che muta non vede noi. La vera esperienza che ci illumina è proprio la visione di ciò che muta, il resto è illusione. Tutto ciò che può essere scandagliato, compreso i nostri corpi e ciò a cui siamo attaccati, è condannato alla morte e quando una qualsiasi cosa che amiamo e a cui siamo attaccati muore o si dissolve, non possiamo portarla in vita. Ciò ci costringe a rinunciare al di là della nostra volontà e quindi a soffrire, mentre se rinunciamo a priori, possiamo usufruire del piacere del mondo fenomenico senza soffrire. Ora vediamo gli effetti delle abitudini. Tutto ciò che percepiamo con i sensi lascia un segno nella nostra coscienza e su tutto il nostro essere, anche se non ce ne accorgiamo. Quando certe esperienze sono ripetute, diventano abitudini che scendono sempre più nella profondità dell'inconscio. Tutte le diverse abitudini ci spingono a procurarci piacere ed a vivere in ambienti e amicizie che ci sono affini. Ma … il mutamento modifica continuamente il nostro ambiente, trasforma i piaceri in dolori, le amicizie in inimicizie, costringendoci a mutare anche noi stessi. Quando ciò avviene in modo graduale, non è tanto doloroso. Ma quando avviene in maniera veloce, la cosa diventa penosa. Nella condizione di agio in cui ci troviamo e per quanto possa essere potente il nostro attaccamento e la nostra capacità di proteggere le nostre cose, i nostri cari e la nostra personalità, la forza della natura ed il nostro Karma ci costringeranno continuamente a nuovi adattamenti. Più siamo rapidi ad adattarci, più siamo intelligenti e meno soffriamo. Perciò possiamo goderci i nostri agi ie tutti i piaceri di questo mondo, però sempre pronti e consapevoli a non farci vincolare. Questa è la forza di chi vede la sofferenza che giace nelle abitudini e nel mutamento. La forza di chi soffre perché è disagiato e vuole trovare conforto. Ora analizziamo le modificazioni mentali. Lo Yoga è la soppressione di queste 5 modificazioni mentali. C'è un conflitto tremendo tra queste modificazioni e le energie dei GUNA: Sui GUNA non possiamo agire perché sono forze naturali che avvolgono la S.R., impedendo di vedere queste afflizioni. Pertanto se vogliamo avere la chiara visione di ogni cosa, di ogni essere e di ogni dimensione, dobbiamo agire sulle modificazioni mentali. Una delle cause più dolorose dell'umana esistenza è appunto il conflitto che c'è in noi per la preponderanza di una di queste energie naturali. La reincarnazione non viene vista perché siamo talmente avviluppati da queste energie da non vedere le sofferenze che ci provocano e il potere che hanno su di noi. Ci mettono nell'incapacità di vederli. Il potere che hanno su di noi, S.R., è il seguente: Una di queste energie ci fa desiderare continuamente di non agire. Intanto le cose vanno fatte ed il farle contro la volontà ci fa soffrire. Questa energia si estende su tutto ciò che abbiamo, sul fare, sul dire e pensare. Questa energia viene chiamata TAMAS. L'altra energia, il RAJAS, ci induce ad agire, ma le condizioni personali, familiari, sociali ed ambientali ce lo impediscono proprio perché in precedenza abbiamo desiderato fortemente di non agire. Quando nasce la consapevolezza in noi del conflitto che ci procurano queste energie naturali, desidereremo il SATWA, l'equilibrio. Cioè fare ciò che riteniamo giusto fare senza desiderare e riposare, non agire, quando non è giusto agire. Tutto ciò è KARMA. In altre parole, si nasce con la prevalenza di una di queste energie ed il più delle volte in condizioni sfavorevoli. Tuttavia la cosa più importante è capire e non farsi avvolgere da queste energie. CAPIRE che siamo stati noi a desiderarle. Ora passiamo all'afflizione dell'ANGOSCIA. Rarissime sono le persone che seguono lo YOGA, Religioni o filosofie che sono al di sopra di ciò che abbiamo detto in questa lezione. Consciamente o inconsciamente il morboso attaccamento alle persone che ci amano ed al corpo, riempie di paura la coscienza. Tuttavia la coscienza non percepisce questa paura come una paura di essere traditi, lasciati o perduti. Similmente avviene per il denaro e tutto ciò che si possiede. Ora lo YOGA ci insegna che possiamo godere e usufruire di ciò che abbiamo ereditato e guadagnato onestamente. Possiamo goderci le misere facoltà personali, le persone amate e così via, sempre pronti, però, a perderli e a lasciare senza alcun rimpianto. Un motto saggio dice di prepararsi al peggio, ma di agire sempre per il BENE.

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