La chiara visione dell'Evoluzione - parte II

di Gero Salonna

Continuando la trattazione dell'Evoluzione, possiamo dire che tutto ciò che è dietro a noi sta seguendo ciò che abbiamo seguito noi e tutto ciò che è avanti ha seguito ciò che stiamo seguendo noi, con la differenza di grado che la condizione umana è la più dolorosa fino a quando la coscienza individuale non si dissolve in quella universale.

Dissolvere è la tecnica chiave.

Certo non possiamo dissolvere lo schema dell'evoluzione e dell'involuzione perché la coscienza seguirà il suo corso, anche se per ostinazione ed ignoranza dovessimo soffrire le pene dell'inferno, perché è la nostra stessa coscienza l'ago della bilancia. Per allontanare certe pene bisogna dissolvere la pigrizia, il dubbio, le distrazione, la malattia, le illusioni, le inclinazioni mondane, le instabilità, le negatività mentali, perseguendo senza interruzione il proprio scopo.

Lo scopo dell'autorealizzazione è  la dissoluzione delle limitazioni e delle illusioni, causate da quanto qui esposto.

Ciò che causa illusione turba la mente, impedendo all'intelletto di intendere e raggiungere l'equilibrio, quello tra RAJAS e RAMAS denominato SATWA. L'anima che non realizza le capacità dell'archetipo di cui è in possesso, quando il corpo muore, è pura coscienza, ma inconsapevole. Poiché la realizzazione consiste nell'essere consapevoli di possedere il dominio di questo equilibrio, allora l'anima torna a rivestire, o meglio a ricomporsi in un altro corpo con gli stessi veicoli e le stesse complessità. Quando l'anima rientra in contatto con la materia per ricomporsi in un altro corpo, tutto viene turbato e rimescolato e questo turbamento è attività. Il sonno è inerzia, l'attività è un flusso ondulatorio e la vibrazione che produce (forte, media o debole) dipende dal Karma.

All'inizio del ciclo evolutivo il turbamento è lento e man mano che l'anima si compone in corpi sempre più complessi ed evoluti, il turbamento, da medio diventa forte, e poi sempre più forte, perché l'attività delle forze naturali gioca il suo ruolo sempre più attivo: forze come l'ignoranza, l'egoismo, l'attrazione, la repulsione e la paura, tolgono all'anima incarnata la visione della propria natura.

Fino a che l'anima non si libera dell'influenza di queste forze che la dominano non può dirsi realizzata e quando queste forze saranno dominate, solo allora potremo padroneggiarle e finalmente comandarle.

Con l'assoluta padronanza sulle forze naturali di questo archetipo cessa questo ciclo evolutivo e l'anima inizia un altro ciclo evolutivo, componendosi in un corpo ancora più complesso. Alla domanda: "Tutto viene perduto dopo che l'anima è sfuggita al controllo di tali forze?", la risposta è certamente no poiché il trascendere qualcosa significa dominarla e tutti gli archetipi trascesi restano mezzi pronti ad essere usati quando vogliamo. Se così non fosse, l'evoluzione non avrebbe senso. Visto che per facilitare l'evoluzione bisogna essere sani, si dovrebbe capire che se rompiamo, troveremo le cose rotte e se facciamo le cose per bene, le troveremo integre.

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