I nostri fallimenti derivano dall'incapacità di amare se stessi

di Gero Salonna

Prendiamo coscienza di ciò che eravamo, di ciò che siamo e di ciò che saremo, prendiamo coscienza di quello che facciamo, chi siamo e cosa pensiamo e prendiamo coscienza di come stanno le cose e come devono andare: se non lo facciamo, non saremo mai in grado di riconoscere i nostri fallimenti, le nostre sofferenze, la necessità della nostra morte, né capiremo l'attaccamento che abbiamo verso la vita, il benessere ed il godimento.

In molti sono arrivati alla conclusione che l'esistenza è sofferenza, ma questa è una convinzione errata. Gli Yogi che hanno raggiunto la perfezione, la purezza e la chiara visione della Sostanza Reale, si sono chiesti subito se Dio avesse creato se stesso per soffrire e hanno compreso perché Egli avesse creato anche la sofferenza. Poi si sono chiesti come evitare la sofferenza, ed hanno compreso il KARMA; poi ancora si sono chiesti come liberarsi della sofferenza e seguendo con costanza le tecniche Yoga si sono fusi nella Sostanza Reale. Per il bene di tutti hanno reso nota la VIA che hanno perseguito, spiegando che dolore, sofferenza, morte, nascita, crescita e tutto ciò che è manifesto segue l'evoluzione senza fermarsi e senza deviare dal proprio obiettivo, evitando che le comodità, i piaceri e la sicurezza economica, quella sociale, o una qualsiasi sicurezza rallentino e addirittura fermino l'evoluzione. L'esempio ci è dato da gravissime malattie, morti precoci, guerre, calamità naturali. Tutto ciò non deve spaventarci, ma deve suscitare quella determinazione per abbattere la gabbia di sofferenza che ci siamo costruiti. Se osserviamo animali meno evoluti dell'uomo vediamo che riescono a prevedere terremoti, alluvioni o altre calamità naturali con almeno quindici giorni d'anticipo rispetto al loro verificarsi. Ora grazie alla tecnologia anche l'uomo riesce a prevedere questi fenomeni.

Lo Yoga ci sta dicendo ora e da sempre come evitare il dolore: il dolore e tutte le sofferenze possono essere evitate mettendo in atto la natura Divina, che è Amore.

Teniamo presente che Dio è assoluto, è Sostanza Reale, pertanto tutto nasce da Lui, per Lui si manifesta ed in Lui si dissolve rimanendo immutato.

Nel processo di evoluzione che è crescita, espansione e dinamismo, la Sostanza Reale deve essere Amore, Verità e Onestà. Proprio per non dimenticare la sua eterna esistenza, la sua beatitudine assoluta, ha dovuto creare la sofferenza che si manifesta ogni qual volta ci si allontana o si devia dalla propria essenza di Amore, Verità e Onestà. La sofferenza funge come un meccanismo di autoregolazione. Se la Sostanza Reale si allontana dall'Amore, dalla Verità e dall'Onestà e quindi diventa violenta, o falsa, o si lascia andare in quel godimento che allontana dall'ascesi, allora si ha dolore e sofferenza e la presenza di dolore e sofferenza spingono al ritorno all'essenza divina in quanto questo ritorno permette l'eliminazione della stessa sofferenza. La sofferenza riesce a svolgere la sua funzione di indicatore della retta VIA in quanto la natura manifesta è un tutt'uno, come la Sostanza Reale e con la Sostanza Reale.

Quindi noi siamo un tutt'uno. Quello che facciamo agli altri, lo facciamo a noi stessi. Se diamo sofferenza agli altri, la diamo anche a noi stessi. Ecco perché la sofferenza ci spinge verso l'Amore, la Verità e l'Onestà, ovvero sulla retta VIA. Ci ricorda che se soffri Tu, soffro anche Io, e che solo l'illusione dell'egoismo ci fa pensare in termini di: Io sì e Tu no e viceversa.

alt