La rinuncia
di Gero Salonna
Quando una scienza come lo Yoga viene modificata, conduce i praticanti alla degenerazione; ciò vale anche per arti o discipline affini. Tali degenerazioni formano istituzioni, associazioni e federazioni che trasmettono una tradizione morta.
Ma rispetto alle sofferenze, i fallimenti e le delusioni che ci infligge l'esistenza, le religioni, lo Yoga e le discipline affini, appaiono come il mezzo per risolvere tutti i nostri problemi e per liberarci da tutte le afflizioni. Il 99,99% dell'umanità è immersa in tutto ciò, ma quando vengono a mancare giusto fine e giusti mezzi come l'esercizio costante, le rinunce e le discriminazioni, il nostro successo diventa il fallimento e conseguentemente sperimentiamo la sofferenza.
Se si è costanti a perseguire la retta via che porta alla liberazione, alla salute, rinunciando a tutto ciò che ci crea distrazione senza mai scoraggiarsi per il tedioso sforzo che mettiamo nella pratica di Yama e Niyama, prima o poi raggiungeremo l'obbiettivo. Ma perché l'urgenza di raggiungere l'obbiettivo della Realizzazione e della Pace Eterna, rimanendo coscienti di tutto ciò che è in cielo, nell'aria ed in terra? Perché le condizioni di vita dell'uomo sono dolorose. Quelle condizioni che non hanno in sé sofferenze sono non dolorose, quelle che non lasciano alcuna traccia sono neutre. La condizone dolorosa nasce da tutto ciò che ci piace e amiamo e da tutto ciò che non ci piace e odiamo. Siamo innamorati di un soggetto ma esso non è innamorato di noi e ciò ci fa soffrire. Se amiamo e siamo amati, se amiamo tutte le cose che abbiamo e tutto ciò può venire a mancare da un momento all'altro, ciò ci fa soffrire. In altre parole, la condizione dolorosa ci viene da tutto ciò che desideriamo, che si tratti di desideri d'amore o di odio.
Esiste la condizione Beata ed è quella che vogliamo raggiungere. Il desiderio è la forza motrice dell'evoluzione.
Se vi trovate su questi argomenti non siete all'inizio della Vostra evoluzione, né della Vostra ascesi, perciò il vostro desiderio si è già trasformato in volontà. Da qui potete capire il Vostro stato evolutivo, applicando la formula: "Volere è Potere". Se state esercitando la rinuncia in modo costante sui desideri, non è più l'evoluzione che agisce su di Voi, ma siete Voi che agite sia sull'evoluzione che sull'involuzione. Quindi potete!
Inoltre, praticando costantemente la rinuncia sorgerà la discriminazione, mantenendo così a freno le modificazioni mentali. E' questo nostro continuo frenare che porta la nostra coscienza al di là del regno della natura manifesta. La coscienza avanza verso la verità, la realtà, verso l'assoluto nello stesso momento in cui una modificazione svanisce ed un'altra sta per prendere il suo posto.
In quel momento in cui la mente è apparentemente vuota, c'è l'avanzamento. Maggiore è il tempo di questa condizione di vuoto, più avanza la coscienza. Le tecniche di austerità, di studio, di abbandono a Dio, di rinuncia servono proprio a calmare la mente e a portarla in quella condizione di quiete.




