Liberazione

di Gero Salonna

Incominceremo ad avere determinazione evolontà con le prime certezze. Potremo veramente essere liberi dalle sofferenze e dalla morte quando incominceremo a meditare sul nostro sistema nervoso. Iniziamo con la parte volontaria: possiamo muovere la testa, gli arti, i muscoli. Questa parte volontaria è solo una minima parte; un'altra parte si muove se stimolata. Della parte nervosa involontaria, pari al 75 % del sistema nervoso, pochi hanno coscienza e sono ancora meno coloro che la dominano.

La vitalità, l'energia che regola tutto il nostro sistema nervoso agiva già prima di entrare nel grembo materno e non potevano essere diverse da quella vitalità ed energia che sosteneva chi ci ha messo al mondo. Quell'energia, quella vitalità ci sostengono a nostra insaputa, fanno crescere il nostro corpo tramite la respirazione, fanno battere il cuore, regolano le sostanze chimiche del fegato, in altre parole stabilizzano gli organi di azione. Quando il sistema nervoso volontario è stanco, volere o nolere, dobbiamo fermarci per farlo riposare e comunque se non ci sottoponiamo alle austerità, esso si indebolisce con conseguenze nefaste per gli altri sistemi. Tuttavia arriverà il momento in cui anche gli organi che sono regolati dal sistema nervoso involontario si stancheranno e l'individuo cadrà in quel sonno chiamato morte. Come si sveglia dal sonno ordinario, spontaneamente, dopo una notte di riposo, allo stesso modo, si sveglierà dal sonno della morte, appena viene al mondo con un altro corpo, inconsapevole che quell'energia e quella vita che lo animano sono sempre gli stessi che lo animavano nella vita precedente.

La pratica autentica dello YOGA ci porterà a sopprimere la modificazione mentale di nome sonno per essere svegli e coscienti di questo processo che si perpetua dalla notte dei tempi. Processo che richiede la vittoria sui sensi, sulla mente, sull'intelletto, sulle emozioni e su tutti i desideri.

La respirazione è il ponte che ci collega alla dimensione inconscia del Pranayama che ci darà il dominio su tutto il sistema nervoso, come l'austerità sul corpo fisico, ed il mantra sulla mente. A tutti piacerebbe vincere la morte, ma non possiamo riuscirci se non vinciamo noi stessi sino ad autoannullarci. Autoannullare l'egoismo (il proprio), le attrazioni, le repulsioni, autoannullare tutto ciò che ci impedisce di avere una chiara visione di ogni cosa, di ogni essere e di ogni dimensione. Quando attraverso queste pratiche avremo questa chiara visione, allora la paura della morte scomparirà. Se abbiamo paura di perdere tutto, allora considerando che comunque lasceremo tutto, è meglio lasciarlo interiormente ora. Possono persistere altre paure fino a quando in noi persiste l'individualità separata dal parziale e dal totale. Se saremo in grado di autoannullarci totalmente, allora chi e che cosa potrà sopraffarci? Per essere invincibili dobbiamo immedesimarci nel nulla. Per non morire dobbiamo pensare di essere già morti. In realtà potremo morire finchè ci immedesimiamo in un nome ed una forma. Naturalmente queste consapevolezze, per essere reali, non devono essere frutto di autoipnosi, ma di un'ascesi autentica, basata sulle pratiche Yogiche. Tutto questo agire ci porterà alla consapevolezza (di attimi) che:

  • Non abbiamo paura della morte, ma di perdere la vita
  • Che siamo spirito e la Sostanza Reale è spirito e non abbiamo motivo di temerla, mentre temiamo di lasciare ciò che è materiale
  • Non abbiamo paura della solitudine perché siamo l'Assoluto, ma abbiamo paura di perdere i propri cari
  • Non abbiamo paura di niente, ma di perdere qualcosa che ci serve

Tuttavia con la pratica costante arriveremo a quella comprensione, alla consapevolezza che il Padre, la Madre, il Figlio, lo Spirito Santo, il Vinto ed il Vincitore, il Santo ed il Peccatore, il Maschio e la Femmina, il Bello ed il Brutto, sono manifestazioni dell'unica ed assoluta Sostanza Reale. Tutto ciò è assurdo se non lo comprendiamo. Ciò che è veramente ignoto non potrà essere noto. Solo il nome e la forma e ciò che appartiene al manifesto è noto, mentre ciò che noi ignoriamo, ci fa paura quando si presenta al buio della nostra coscienza. Quando conosceremo e saremo consapevoli di tutto ciò che ci fa paura, solo allora incominceremo a sperimentare quanto è bello vivere.

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