Concezione e motivazione
di Gero Salonna
Il nostro intelletto riesce ad intendere qualcosa quando costringiamo la nostra mente a mantenere in limiti ristretti ciò che vogliamo conoscere. Quando ciò che vogliamo conoscere supera i limiti della mente, non possiamo esprimerlo. Pur avendo la certezza della sua esistenza infinita, la mente può afferrare solo ciò che è finito. Pertanto, si può dire solo che la Sostanza Reale è Eterna Esistenza, Infinita Conoscenza e Beatitudine Assoluta. Aggiungere altro significa limitarlo, ma per intendere qualcosa prendiamo come punto di riferimento le sue idee: Tempo, Spazio, Atomo e Vibrazione. Tutto ciò è causale: man mano che confiniamo queste idee, le limitiamo fino a noi, al punto di crederci esseri finiti.
Arrivati a questo punto non possiamo vedere l’Uno in tutto, l’Immortale Io in tutto, perché il Tempo, lo Spazio e la Causalità lo avvolgono nello stato di Turya. In realtà la dualità non esiste, se esistesse ci sarebbero due assoluti, ma tutte le sacre scritture e tutti coloro che si sono fusi nella Realtà hanno affermato che esiste un solo Dio, non due enti indipendenti. Mentre noi Yogi vediamo che il Tempo, lo Spazio, l’Atomo, la Vibrazione e ogni causalità dipendono dalla nostra comprensione. Di conseguenza questa dipendenza muta in funzione del mutamento energetico che avviene in noi tramite l’ascesi.
Per avere un’idea che possa abbattere le barriere del tempo e dello spazio, bisogna sapere che essi sono indefinibili. Concepiamo lo spazio grazie ai confini, ai limiti e la stessa cosa avviene per il tempo e per le altre idee; essi, tuttavia, non possono esistere separatamente. Né dalla S.R., né da se stessi, né dalle cose e ciò li accomuna. Ora immaginate che vi stia portando lontano dalla vostra casa, lontano 30 mila miglia e che siate addormentati. Quando vi svegliate siete al buio, non ci sono rumori, volete sapere dove siete. Ad un tratto la luce, ma non vedete nulla, non ci sono barriere, né limiti o confini che possono definire lo spazio in cui vi trovate. Ora vi rendete conto di essere solo in uno spazio senza fine , senza sole, né stelle, né colori, né punti di riferimento. Questo sciok vi ha fatto perdere la cognizione del tempo, non sapete rendervi conto da quanti giorni siete in questo spazio; volete saperlo, volete sapere l’ora, ma non c’è orologio, né calendario, né bussole. Siete nudo come Dio vi ha creato. Vi addormentate e quando vi svegliate, allo stesso vuoto ora si aggiunge anche il silenzio e siete coscienti che non state sognando. Volete definire la vostra attuale esistenza, ma non c’è nessuno, non c’è niente. Ora appare ai vostri occhi il mare, non c’è nessuno, non ci sono barche, né orizzonti. Ad un tratto un’onda, la mente si aggrappa ad essa, ma cos’è un’onda? E’ un nome, una forma fatta dalla stessa acqua del mare. Essa è un’agglomerazione delle 4 idee primordiali. In quanto spazio, si distingue in esso, in quanto tempo si distingue dalla nascita alla dissoluzione, in quanto causalità non può essere disgiunta dal mare. Tutti questi fenomeni avvengono nel tempo e nello spazio e non possiamo dire che non esistono, né possiamo dire che esistono autonomamente. E come l’onda sul mare, così è il legno nel fuoco, la nuvola in cielo e l’uomo sulla Terra.




