Le condizioni del sonno
di Gero Salonna
Il sonno è una modificazione mentale; mentre l'individuo dorme, la coscienza si stacca dalla parte cosciente del cervello per elaborare tutto ciò che l'individuo sperimenta sul piano materiale manifesto, nella collettività, con i sensi e con gli elementi. Fra queste sperimentazioni vi sono le esperienze di rabbia, pentimento, paura, coraggio, dolore, gioia, amore, desiderio ed emozioni in genere.
In tutta questa elaborazione si ha il sonno con i sogni, quasi sempre caotici poiché durante la veglia non ci abbandoniamo completamente alle emozioni per non essere considerati pazzi; questi sogni hanno tuttavia la loro realtà, in quanto nascono dallo stato di veglia.
Per questo la pratica dello Yoga ci insegna a sopprimere le modificazioni mentali: il risultato di questa soppressione è la chiara visione del conscio, dell'inconscio e del superconscio.
Tutti i sogni che nascono dalla conoscenza erronea sono caotici, mentre i sogni che si basano sulla retta conoscenza sono quelli che ci portano ciò che è vero .
Facciamo un esempio: "Se in un individuo, tramite un sentimento puro, nasce un'emozione che a sua volta genera un pensiero senza paura, invidia, orgoglio, gelosia, egoismo, la coscienza si espande nelle tre dimensioni mentali (conscio, inconscio e superconscio). Si ha così la chiara visione dei sentimenti, delle emozioni e dei pensieri di quel soggetto o di quell'oggetto a cui gli stessi pensieri, emozioni e sentimenti sono rivolti.
Esiste, poi, il sonno senza sogni, condizione in cui l'individuo si rigenera completamente; tuttavia questa condizione di vuoto dipende dal fardello che l'individuo si trascina dietro, che si trova nei cinque involucri che coprono la Sostanza Reale. Degli involucri abbiamo parlato nelle lezioni precedenti; essi sono:
- Cuore
- Mente
- Intelletto
- Prana
- Fisico
Più il fardello è pesante, minore è la durata del sonno senza sogni; minore è il tempo del sonno senza sogni, maggiore è la sofferenza: l'individuo non è cosciente del sonno senza sogni.
La pratica dello Yoga consiste nel portare questa condizione di vuoto mentale nello stato di veglia cosciente. Questo stato è come fuoco sotto la pentola, è come l'acqua sul fuoco, è terra di fronte all'acqua, è aria nella vegetazione, è prana nello spazio.
Le tecniche che vengono usate nello Yoga portano l'individuo in questo stato di vuoto cosciente.
Esso viene chiamato la nuvola della non conoscenza perché la coscienza, in quello stato (di vuoto cosciente), è immersa in una condizione di essere senza definizione, che non può essere descritta con parole, in cui la coscienza non può nulla autonomamente; tuttavia questa è una condizione che necessariamente deve evolversi e la coscienza sarà costretta a uscire da questa nuvola.
Lo Yogi deve compiere ancora uno sforzo per impedire che essa torni giù, fiducioso che prima o poi dovrà indirizzarsi al di sopra della nuvola, per sbocciare nel regno della Luce, della Verità e della Realtà.




