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Il termine sanscrito Prāṇa significa letteralmente vita, in seconda istanza viene inteso come respiro. Secondo la fisiologia induista, tutti gli esseri viventi, in quanto tali, sono dotati di prāṇa, la cui conservazione deriva dal corretto svolgimento di tutte le funzioni psicologiche, emotive e fisiologiche necessarie al mantenimento armonico dell'equilibrio.
Uno dei modi più evidenti attraverso cui gli esseri viventi ottengono prāṇa è dato dalla respirazione che veicola, oltre all'ossigeno (elemento grossolano) anche la vitalità (elemento sottile) che traiamo dall'aria. Il nostro essere, ovviamente, trae la vitalità non solo dall'aria, ma anche dal cibo, dall'acqua, dal sonno, dall'interazione con le correnti elettromagnetiche dell'universo, ecc. L'importante è non confondere l'aspetto grossolano di questi fattori e di ignorare la vitalità in essi espressa, che invece si trova sul piano sottile e perciò non è misurabile.
Nello Yoga e nelle tecniche di guarigione indiane il saper padroneggiare il respiro assume un ruolo fondamentale, poiché questa funzione, intimamente legata al nostro sistema nervoso vegetativo, viene posta sotto un controllo consapevole: respirare in modo adeguato, con la corretta intenzione, e convogliare la vitalità lungo dei circuiti Nadi specifici ci fa ottenere effetti terapeutici incredibili.
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