Le tecniche preliminari per entrare nel sentiero dello Yoga e uscire da quello della sofferenza e della miseria sono: austerità, studio e abbandono a Dio.
di Gero Salonna
La scienza dello Yoga porta alla fusione con la Vita Divina e pertanto le forme di austerità che fanno soffrire sono, senza dubbio alcuno, tecniche sbagliate o fuorvianti. Le tecniche di austerità vanno praticate con intelligenza su consigli del Maestro.
"Si inizia con il rimanere su una posizione stabile e comoda fino a resistere senza accusare disturbi fisici, almeno per un'ora; un digiuno alla settimana; pratica continua".
Sono fonti attendibili le Sacre Scritture, lo Yoga e se stessi, tenendo presente chi si è nel tempo e nello spazio.
L'abbandono a Dio consiste nel prendere coscienza che non siamo noi a vivere, ma è la Vita che vive in noi: la vita che ci anima è la stessa che anima ogni cosa, ogni essere e ogni dimensione.
Acquisendo questa consapevolezza e attenendosi alle tecniche Yoga, prima o poi l'ego di ogni individuo si dissolverà e la vita che lo anima manifesterà tutto il suo splendore, la sua gloria, il suo amore e la sua energia guaritrice.
Esiste una condizione in ogni fibra dell'essere umano che lo spinge da una parte a risolversi, dall'altra a vivere situazioni indesiderabili. Questa condizione viene definita con una sola parola "KLESA". Il significato di questa parola si avvicina alla sofferenza, afflizione, miseria, causa del male, ignoranza e tutto ciò che deriva da essi.
L'egoismo deriva dall'ignoranza, le attrazioni e le repulsioni dall'egoismo, la paura dalle attrazioni e repulsioni.
Le energie e le facoltà spirituali non possono svegliarsi tramite un processo intellettuale, ma tramite un processo pratico.
La teoria dei KLESA nella sua ingegnosità, non è caratterizzata dalla razionalità bensì dalla visione delle sofferenze e delle miserie umane: i KLESA sono parte integrante di tutta la scienza Yogica.
Per comprendere il significato profondo e reale della vita umana bisogna ascendere coscientemente nella dimensione spirituale.
Essa esige "Purezza" che non significa essere puliti, pettinati e ben vestiti, ma puliti dall'ignoranza, dall'egoismo, dall'attrazione, dalla repulsione e dalla paura.
Questi sono i componenti dei KLESA e costituiscono il pesante fardello che l'uomo trascina con se attraverso l'esistenza.
Il fatto che si sia in grado di trascinare questo fardello senza troppa fatica non significa che le energie e le facoltà spirituali sono ben sveglie ed attive: esse possono essere dormienti, attenuate o attive in funzione del Karma, dell'ambiente e delle condizioni poichè nell'essere esiste la capacità di adattarsi e l'adattamento crea l'abitudine. La conseguenza è che una volta che ci si abitua a soffrire, si perdono anche quelle deboli facoltà discriminanti insieme alla capacità di seguire una qualsiasi ascesi e di mantenersi sul sentiero dello YOGA.




