Gli otto gradi della Scienza dello Yoga costituiscono il processo principale per penetrare negli strati più profondi della nostra coscienza che si manifesta in sfere mentali differenti. La coscienza dipende dalla sfera mentale sulla quale funziona: più è grezza la sfera (livello della mente) più è limitata l'espressione.
di Gero Salonna
La coscienza, per essere nello stato attuale, è dovuta scendere attraverso i diversi strati della materia; quindi per arrivare all'attuale espressione umana si è "involuta".
La condizione umana, che è il massimo della creazione, aspira ad evolversi per evitare le sofferenze dovute a cattiva salute, mancanza di felicità e sicurezza.
Gli otto gradi dello YOGA ci permettono questa evoluzione progressiva per liberare la nostra coscienza dalle limitazioni in cui è impigliata; il culmine di questo processo è il KAIVALYA.
Ciò che definiamo illuminazione o realizzazione corrisponde a quello stato in cui la coscienza si manifesta senza alcuna limitazione.
Il passaggio dal PRATYHARA al SAMADHI è un processo mentale uguale, con fasi differenti.
A questo punto si deve prendere la decisione di spiccare il grande volo verso la Realtà.
Il peggio deve ancora venire, si può evitarlo. Questo avviene quando si prende coscienza, quando si capisce chiaramente che il vortice materiale è un'illusione che procura sofferenze.
Attraverso la pratica di YAMA e NIYAMA, la paura del dolore, l'odio, l'orgoglio, la vergogna, la gelosia, l'avidità, la rabbia e l'impazienza spariscono del tutto.
L'eliminazione di questi veleni conduce alla nobiltà d'animo, accompagnata da un grande spirito di sopportazione.
Quando ciò avviene si è in grado di praticare ASANA, PRANAYAMA e PRATYAHARA.

| « E cosa è mai, o monaci, questo sentiero di mezzo realizzato dal Tathāgata che produce la visione e la gnosi, e che guida alla calma, alla perfetta conoscenza, al perfetto risveglio, al nibbāna? Esso il Nobile ottuplice sentiero, ovvero la retta visione, la retta intenzione, la retta parola, la retta azione, il retto modo di vivere, il retto sforzo, la retta presenza mentale, la retta concentrazione. » | |



