- Errore
di Gero Salonna
Le cose che hai ora, prima o poi non le avrai più. Pensa che non le avevi neanche prima di averle. Perciò goditele, ma sii libero da ogni attaccamento. La stessa cosa vale per il corpo e tutti i veicoli che permettono di manifestarti. Prima non avevi assolutamente nulla, vivi perché sei vita. L’equilibrio lo si può trovare al centro degli opposti. Si deve essere sempre consapevoli che l’unità delle polarità è l’equilibrio.
A ogni emozione, sentimento, pensiero, parola e azione seguono i loro opposti.
Se tutte le cose non avessero un’anima non muterebbero. Se chi comanda non avesse chi lo ubbidirebbe, sarebbe niente; se chi fa leggi non avesse come base il popolo, sarebbe impotente. L’equilibrio del tutto sta in questo “SE”. Chi lo vive è puro. Tra gli spiriti della natura e la propria anima c’è un’interdipendenza indissolubile. Tutte le anime che non rispettano l’ordine e la legge cosmica saranno coinvolte nelle calamità naturali prodotte dagli spiriti della natura per il loro KARMA.
Se un flauto, una casa e il cielo non fossero vuoti, non ci sarebbe musica, riparo e movimento.
Senza la vetta non ci sarebbe la valle.
L’individualità è la vetta con grande base, la personalità e la valle.
Lo squilibrio e la sofferenza sorgono quando la valle della personalità viene riempita di pregiudizi e desideri.
Dagli oggetti dei sensi nascono i desideri; dai desideri nasce il concetto del nome e della forma; dal nome e dalla forma la conoscenza; dalla conoscenza il voler realizzare qualcosa di tuo; questo qualcosa di “ tuo” ti farà pensare che questo è “mio”, “l’ho fatto io”.
“Mio” e “Io” sono il vero peccato originale.
Se la valle della personalità non la mantieni vuota le togli la sua naturalezza. Ciò che non è naturale si riempie di ignoranza, di egoismo, di illusioni e di delusioni.
Per la vetta tutto questo non esiste in quanto è piena, per la valle, invece, alla fin fine, tutto questo è vanità.
Tutto ciò che esiste prende vita da ciò che “è” perché è pieno e tutto ciò che è pieno prende vita da ciò che “non è” perché vuoto.
Coloro che realizzano la liberazione svuotando la propria coscienza dall’attaccamento e dalla propria personalità, vedono l’eterno, il vuoto, l’infinito come S.R. al di là del mutamento. Vedono, altresì, gli innumerevoli esseri che entrano in questo niente per riposare e che escono per manifestare il proprio destino.
Questa è la legge del KHARMA, della trasformazione e del mutamento. Questa consapevolezza dà la chiara visione di ogni cosa, essere e dimensione. Ignorare tutto ciò porta il soggetto a essere sballottato ai quattro venti e per evitare questo sballottamento si aggrappa persino al collo di un morto pur di salvare la propria apparenza.
L’equilibrio e l’armonia sono dati dalla consapevolezza dell’essere e del non essere, del pieno e del vuoto, dell’entrare e dell’uscire, dalla capacità di mantenersi vuoti e liberi.
Con questa realizzazione si è liberi dal KHARMA, dall’immedesimazione, dal mutamento e dalla trasformazione. Il corpo sarà come l’onda del mare.
Tutto nasce per manifestare la propria indole e il proprio destino; tutto muore per riposare e per prepararsi all’armonia e all’equilibrio.
Si deve essere consapevoli del fatto di essere niente. Tale consapevolezza e la libertà da ogni attaccamento portano ad essere liberi.
Essere liberi significa essere Reali; essere Reali significa vivere liberi come il vuoto; essere niente e liberi significa essere uniti con l’eterno e l’assoluto.



