di Gero Salonna
Gli YOGA fondamentali sono 4. Da questi ne nascono ancora più di cento, ai quali ci si deve attenere a seconda della natura dell'individuo. Quando ci si trova nel sentiero dello YOGA, qualunque esso sia, la cosa fondamentale è conoscere la propria natura.
Generalmente la natura di ogni cosa è divina ed in particolare lo è quella dell'uomo. Pertanto questi deve comprendere la sua natura attuale e comportarsi di conseguenza:
Se è un uomo d'azione non deve essere attaccato al guadagno o a ciò che può derivare da quel che fa; Se è un devoto di qualche Deità deve abbandonarsi ad essa, libero da ogni desiderio personale. Se è un intellettuale deve capire che la vita che lo anima è la stessa che anima tutti e tutto e la sua intelligenza deve essere messa al servizio del bene e della pace, senza scendere mai a compromessi.
Lo YOGA che stiamo presentando ci insegna a non essere settari, né ci avvia verso una religione. Ci insegna, invece, ad avere la chiara visione delle cause di tutte le sofferenze, del proprio destino e del come ed il perché dell'esistenza. La Sostanza Reale (DIO) è caratterizzata da un continuo fluire energetico, la sostanza relativa (materia) è caratterizzata dal divenire inerte. Per armonizzarsi coscientemente con questo fluire, senza interruzioni, l'Ego deve essere libero da egoismo, la mente da distrazioni e tentazioni, l'intelletto da concetti e da preconcetti, il sistema energetico da inquinamento, quello emotivo dalle attrazioni e da repulsioni e da paure.
Per sua natura, l'essere umano in origine è nato perfetto, esiste per ritornare ad essere perfetto.
Purtroppo, per il potere di immedesimazione, cadde nel DIVENIRE. Ignorando la propria autentica natura si espone a malattie, deficienze e dolori. Ora trovandosi sul sentiero dello YOGA, vuole riscattarsi ed il prezzo è costituito dalla libertà da ogni attaccamento, da ogni desiderio e dall'immedesimazione a tutto ciò che appartiene al divenire.
E' comunque certo che se non si sperimenta questo, non possiamo convincerci, se non facciamo questa esperienza, rimarremo nell'illusione. Le convinzioni sono basate su fatti concreti ma soggettivi, mentre avere fede nello YOGA, negli esseri illuminati, in DIO, richiede coraggio per mettere in atto tale libertà (PROVATE!). Si può sempre tornare a desiderare e ad essere egoisti. La fede non è basata su alcuna concretezza. Infatti il divenire ci dice che può essere possibile realizzare tale libertà, ma non certo. Così il fluire non può essere interrotto dal divenire, né l'eterno può essere chiuso nel tempo.
Questo è il mistero, ma i forti, chi ama l'avventura ( e questa è divina), affrontano tali idee e alla peggio avranno fatto esperienze nella dimensione Spirituale. L'esperienza che si vive in questa avventura ci fa capire che sia l'ignorante che l'illuminato non hanno paura della morte, né delle sofferenze. Il primo perché è allo stato iniziale dell'evoluzione, il secondo perché è molto avanti in essa. Se notate, in questo periodo, non vi sono né ignoranti, né illuminati perché c'è egoismo, paura, attaccamento in tutti. Tuttavia, grazie allo YOGA, si può uscire da questi opposti, purchè ci vediamo come una nullità, come un vuoto senza confini, come un niente. In questo nulla, però, esistono le nostre esperienze vissute, che in quanto tali, non possono essere trasmesse con parole.
L'assenza di desideri, essere liberi interiormente da ogni legame, anche dal più sublime, da ogni promessa, da ogni scopo, da ciò che è stabilito, firmato e giurato, fa sorgere la consapevolezza che la solitudine, il fallimento, la vecchiaia, la morte, la dipendenza, l'indipendenza, è divenire ed essi non ci possiedono più, pur vivendoli. Ma ora e qui è l'interdipendenza, il fluire. In questo stato d'animo di assoluta libertà si ha la comprensione del come e del perché della Vita e del Karma.




