Spirito ONNIPOTENTE, soggetto ANIMA, oggetto MATERIA

di Gero Salonna

Ci siamo occupati ampiamente, fin'ora, del lato oggettivo della manifestazione, ora cercheremo di esporre il lato soggettivo che è la fonte di colui che sa, che vede e che sperimenta attraverso l'oggettivo. Lo Spirito ASSOLUTO è la REALTA' celata sotto i sensi, gli elementi, la mente, l'intelletto, il sistema nervoso, l'emotività e tutti i fenomeni visibili ed invisibili.

 

Sebbene l'oggettivo prepari veicoli sempre più idonei alle anime in evoluzione che vivono la manifestazione materiale affinchè attraverso l'esperienza possano apprendere la VERITA' e la REALTA', lo Spirito Reale e Assoluto rimane fuori dalla nostra portata in quanto INFINITO.

Questo risultato deludente nasce da una preparazione, in senso lato, inadeguata. La giusta preparazione all'illuminazione, alla realizzazione e alla conoscenza della REALTA' Assoluta, consiste nel DOMINARE tutti i veicoli a nostra disposizione, iniziando dal primo gradino che è il corpo fisico.

La LUCE della REALTA' è offuscata dal mancato dominio dei veicoli che compongono l'anima umana. Quando la coscienza dell'anima andrà oltre il veicolo del sistema emotivo (ANANDÃ MAYAKOŠA) sperimenterà l'inimmaginabile splendore della REALTA'. Tutte le volte che prendiamo il dominio di un veicolo è come se mettessimo in esso una luce che consentirà alla nostra coscienza di controllarlo.

Come si è detto, questi veicoli non sono compartimenti stagno separati, ma sono invece come un corridoio illuminato, in cui, man mano che si procede verso la REALTA', mantiene tutta la sua luce, così intensa da rendere chiaro ed evidente alla coscienza anche il più piccolo dei movimenti, come può essere quello di una formica.     

Raggiunta la REALTA' sapremo separare l'oggettivo dal soggettivo, anche se fino a quel momento l'anima avrà visto ancora con l'occhio della mente. Se si tiene conto che il soggetto, per procurarsi i veicoli che possiede, ha dovuto sperimentare moltissime sensazioni che hanno prodotto immagini in ciascuno dei veicoli, allora si comprenderà quanto lavoro ci sia da fare per dominare e trascendere quelle immagini scaturite appunto da forti emozioni ed esperienze.

In meditazione le immagini si presentano alla coscienza. Il soggetto non deve immedesimarsi in esse. Non immedesimarsi in esse equivale a dominare, attraverso esse, il veicolo. Comprendere a quale veicolo appartengano le immagini consente di controllarle meglio. Allorché nell'occhio della coscienza non ci sono immagini collegate al passaggio da un veicolo all'altro, il soggetto diviene pura coscienza e la trascendenza di tutti i veicoli gli consentirà di manifestare i poteri insiti nel suo Spirito, mantenendo il controllo su questi.

Al confronto dello SPIRITO Onnipotente, lo YOGI che riesce a separare la sua soggettività dall'oggettivo e da tutto ciò che è fenomenico è pura coscienza e niente di più.

Lo YOGA conferisce allo YOGI, mediante lo studio e la pratica, la retta conoscenza del Reale e del Relativo, perché il relativo esiste solo per il reale. Il suo obiettivo è quello di donare alle anime l'emancipazione e l'autorealizzazione. Quando lo YOGY raggiunge tale meta grazie alla rinuncia ed alla costanza nel perseguirla, il potere, l'influenza, l'attrazione, la repulsione e la paura che condizionavano la sua anima, per propria ignoranza essendo in fase evolutiva, cessano per questa.

La natura oggettiva, tuttavia, resta comunque la stessa per sempre per tutte  le altre anime in evoluzione. Da questo punto di vista è chiaro che la natura relativa possiede la sua esistenza eterna che si rinnova continuamente grazie all'energia e all'Onnipotenza dello SPIRITO.

E' vero che lo studio teorico delle filosofie, delle religioni e di quello che stiamo studiando ci danno un quadro, indicandoci il giusto cammino sul sentiero dello YOGA, ma lo YOGI non li considera come verità Reali, né li denigra. Lo YOGI avanzato che ha raggiunto un altro grado di saggezza, dà il suo equilibrato giudizio alle varie discipline, filosofie, religioni e dottrine, perché consapevole che la Realtà che vuole conoscere è al di là di ciò che si dice, di ciò che si fa e di ciò che pensa.      

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