I Guna
di Gero Salonna
I Guna sono il movimento delle molecole che compongono gli atomi (neutroni, elettroni e protoni). Il turbinare di queste particelle, accompagnati dalla vibrazione, producono nel mondo manifesto, ogni tipo di fenomeno, non solo di tipo fisico, ma anche mentale, intellettuale, energetico, emotivo e spirituale.
La relazione che esiste tra quanto si è detto e l'uomo è: Equilibrio statico che non ha in sé alcuna energia vitale mobile. Nell'oscillazione da uno stato all'altro, l'energia è data, alla fine, dall'inerzia, dall'equilibrio dinamico che domina la dualità e le oscillazioni, oltre che l'inerzia e la staticità.
Per sperimentare la nostra essenza reale dobbiamo trovare questo equilibrio dinamico e per ottenerlo bisogna attenuare al massimo possibile il turbinare di queste energie. Le motivazioni per ottenere tale realizzazione risiedono nell'evoluzione avanzata. Il significato della parola YOGA è: unito, amalgamato, fuso ed immedesimato alla e con la manifestazione materiale. La pratica dello YOGA consiste nel ridurre questo turbinare per acquisire consapevolezza della mpropria essenza reale, ed essere capaci di dominare la tendenza ad immedesimarsi con l'essere ed il non essere. Per sperimentare la propria essenza reale, il proprio no essere, ciò che non è visibile di NOI, ciò che è puro, beato e perfetto di NOI, dobbiamo usare la parte manifesta, sia per fare esperienza, sia per realizzarci, sia per manifestarci.
Un esempio per sperimentare la propria essenza reale e la sua pace, la sua purezza e perfezione, può farci comprendere la sua natura.
Tutti gli esseri nella loro esistenza sperimentano la mancanza di qualcuno o di qualcosa, e questo causa dolore se il possesso di quel qualcosa o l'esistenza di quel qualcuno procuravano piacere.
L'egoismo e la paura non sanno vivere soli e nel silenzio. L'egoismo vuole sempre qualcuno o qualcosa e la paura richiede protezione a 360 gradi. Se, in virtù del suo Karma, queste cose vengono concesse, allora chi le riceve vive nell'illusione che la vita sia finalizzata solo a quel che ha ricevuto. Se invece, sempre per il suo Karma, un soggetto non riceve quelle cose materiali, allora soffre. Con ciò, l'egoismo, la vanità spirituale e la paura, regnano nel suo essere.
Sperimentare il nulla della nostra essenza reale ci dà la consapevolezza che l'assenza è sofferenza, mentre l'essenza è beatitudine ed illuminazione. Il nostro ego è come la luna e la nostra anima è come il sole. Sebbene il sole illumini la luna e questa rifletta la sua luce, entrambi appaiono e scompaiono. Se a causa di cecità non li vediamo, ciò non significa che essi non esistono. Se per ignoranza non sperimentiamo l'abbagliante luminosità, l'assoluta purezza e l'assoluta vacuità del nostro essere, che contiene in sé tutto, o ancora se non sperimentiamo l'assoluta solitudine, ciò non significa che tutte queste cose non esistono. Sebbene ciò non possa essere dimostrato, sebbene esse non si vedano, sebbene non si abbia consapevolezza dell'infinità della propria essenza reale, esistono come esiste il cielo. L'essenza reale è un infinito vuoto che contiene tutto e non sarà mai in contrasto con ciò che si muove al suo interno.
Se si guarda il cielo, quasi mai si osserva il suo vuoto. L'attenzione viene attratta da ciò che vibra, si muove o luccica in esso.
Possiamo concludere questa lezione affermando con certezza che il vuoto, il nulla, sono la parte SOGGETTIVA;
ciò che si manifesta in esso è la parte oggettiva.
L'uomo, per essere consapevole della sua soggettività Reale, deve svuotare dalla sua coscienza tutto ciò che lo rende oggetto. Per gli altri siamo sempre "oggetti", ma noi siamo consapevoli che questi oggetti sono il mezzo, i veicoli dell'esperienza e dell'illuminazione.
La consapevolezza di questo vuoto, la natura manifesta creerà veicoli sempre più perfetti per le necessità dell'anima e non dell'ego.




