La volontà
di Gero Salonna
Il libero arbitrio e la libera volontà sono in contrapposizione alle istituzioni, alle religioni e separati da quei gruppi sociali anticonformisti rispetto alle leggi ed all'ordine. E' evidente che una libera volontà fondata sull'ignoranza, sull'avidità e sulla rabbia, non è naturale.
Se la volontà dell'uomo è morale, egli sentirà crescere in sé quel sentimento di potenza, in quanto la sua volontà gli appartiene del tutto, contrariamente a quando agisce secondo volontà immorali, che gli impongono uno stato di privazione.
Volere è potere, ma volere la felicità, la salute, la sicurezza e la perfezione, senza aver voluto prima la moralità, praticando le tecniche che questa richiede, è illusorio.
Se nella nostra coscienza è presente la volontà di avere, o di fare, in pratica causiamo i conseguenti effetti.
Con questa lezione stiamo aprendo nuovi orizzonti sulla nostra coscienza, perché fino a questo momento si è detto che nulla ci appartiene ed in un certo senso ciò è vero. Ma ora abbiamo nella nostra coscienza la chiarezza di ciò che vogliamo, di ciò che dobbiamo fare, dire e pensare per realizzare la nostra individualità.
Assumendoci le responsabilità del proprio VOLERE e delle proprie AZIONI, sorgeranno il coraggio e la potenza con la consapevolezza di essere causa della nostra esistenza. Le cose, i sentimenti, il bene, la gioia, la salute, la felicità, la pace, l'equilibrio, l'armonia e la purezza saranno nostre, perché siamo volerle e che ci stiamo prodigando per viverle.
Rendersi conto di possedere la volontà è potenza, ottenere in modo cosciente quello che vogliamo, ci rende responsabili della nostra esistenza e quindi ci dà il potere di causare e determinare. Ciò che vogliamo coscientemente diventa nostro e siamo responsabili. Allorché ci accadono esperienze e viviamo la vita senza sapere da dove mai vengono le cose, i fatti che viviamo, dipende dal fatto che siamo irresponsabili ed incoscienti. Giudicare ciò che accade nel mondo, sia che sia buono oppure no, ci impedisce di essere obiettivi. Porsi sempre in maniera obiettiva, equivale a non sentirsi monotoni quando facciamo e rifacciamo in continuazione le stesse cose. Ciò ci libera dalla pigrizia, dall'indolenza e dalla disattenzione, consapevoli e coscienti che stiamo causando ciò che vogliamo.
Il piacere, la nobiltà che si sente quando facciamo ciò che è giusto e ciò che è bene, non scaturiscono dalla verità, in quanto le emozioni in genere, non sono strettamente collegate alla virtù. Anzi, le emozioni ed i sentimenti, appartenenti alla categoria degli opposti, distolgono la nostra coscienza dal giusto, dal vero e dalla conclusione esatta, dalla prudenza e dallo stare attenti su tutto.
Occorre fare attenzione a non legarsi alle cose che diventano nostre, perché tutto dipende dal tempo e dallo spazio ed ogni cosa posseduta, sarà alienata ed ogni conquista sarà seguita da una disfatta.




